lunedì 30 maggio 2016

Judas Priest - "Painkiller" - 1990

Nella Contea di West Midlands, situata nell'Inghilterra occidentale e nello specifico a Birmingham deve albergare qualche sconosciuta forma d'energia.
No, non mi sto riferendo alle sue due squadre di calcio (Aston Villa e, appunto, Birmingham City) e al loro perpetuo saliscendi fra Prima e Seconda Divisione inglese, quanto all'intrinseca ed inconsueta capacità di "fabbricazione" di Mostri Sacri del Rock.
Ditemi, è normale secondo voi che "personaggetti" come i Black Sabbath, Nick Mason dei Pink Floyd, i Napalm Death e il divino Robert Plant siano nati o abbiano legato le proprie fortune a questa cittadina?
Sinceramente, quando mi capita di pensarci, la serie di coincidenze mi fa sempre un certo effetto, tanto più se aggiungo alla lista il nome degli alfieri, o meglio dei Re indiscussi del Metallo Pesante: i Judas Priest.

L'intro di batteria del neoacquisto Scott Travis ci sprofonda nell'inferno che dà il titolo a questo "Painkiller", e subitaneamente ci rendiamo conto di non avere scampo, soggiogati come siamo dalla soverchiante prepotenza di un brano che erutta lapilli e schiuma lava incandescente dalle fauci di un despota che non conosce indulgenza; il Metal God in persona, il flagello che risponde al nome di Rob Halford ci annichilisce con una prestazione di pura e legittima tracotanza, spalleggiato da due asce-mitragliatrici e da un comparto ritmico dinamitardo.

"Attraverso nuvole ribollenti di tuoni
fulmini roboanti di Metallo
Tutti i mali finiscono sotto le ruote.
Questo è il Painkiller! LUI è il Painkiller!"

Nemmeno il tempo di respirare i fumi venefici che tingono l'aria di grigio, che "Hell Patrol" scala i nove cerchi dell'Inferno dantesco per prendersi le nostre anime. Tronfio, deciso e diabolicamente catchy è uno degli apici di un disco talmente ricco di spunti da risultare imbarazzante...
...Sì, ma IMBARAZZANTE per tutte le bands che ci si devono confrontare uscendone con le ossa sbriciolate...


"Maestri cromati, guerrieri di Metallo,
ladri di anime, strappando cuori.
Sono i segugi infernali.
La Pattuglia Infernale!!!"

L'impietosa "All Guns Blazing" precede una "Leather Rebel" onnipotente con la sua doppia cassa continua e i riff taglienti come lame, mentre "Metal Meltdown" ci mette in guardia dall'imminente catastrofe metallica utilizzando una struttura che centinaia di gruppi Power hanno pedissequamente riciclato negli ultimi 5 lustri.
Tre pezzi uno meglio dell'altro, ma che nulla possono di fronte alla quadrata magnificenza di una "Night Crawler" che trasuda epicità e maschia melodia fin dalle prime note. Assolo armonizzati, ritmiche devastanti e consueta prova maiuscola del "Serse I di Persia" del Metal! Accecante!                      

"Demone notturno
Stai attento alla bestia in nero!
Così la notte sta scendendo.
La fine è disegnata accanto..."


Il Giudizio Universale della trascinante "Between The Hammer And The Anvil", caratterizzata da un assolo fulminante e complesso, con tanto di utilizzo del tapping alla Van Halen, ci trasporta fino all'ottantiana "A Touch Of Evil" in cui il quintetto britannico è coadiuvato da Don Airey, già collaboratore di Rainbow, Thin Lizzy e i Soliti Black Sabbath, fra gli altri, che con le sue orchestrazioni dona un valore aggiunto al brano.
"Nella notte vieni da me.
Sai che desidero il tuo tocco maligno.
Nella notte, ti prego, liberami.
Non posso resistere al tuo tocco MALIGNO."

"One Shot At Glory", presentata dall'intro "Battle Hymn" conclude il platter nel modo che merita ampiamente: in GLORIA!
Ultimo tassello di un mosaico d'acciaio ed ennesimo highlight imprescindibile!
"Painkiller" coincide con la clamorosa separazione durata più di 10 anni di Halford dai Priest e resta uno dei loro album più amati ed idolatrati.

Se lo conoscete sapete di cosa parlo, altrimenti procuratevelo e fatemi sapere...