martedì 31 maggio 2016

Haggard - "Eppur Si Muove" - 2004

Dibattito ufficialmente aperto: ritenete più avvincente il Grande Fratello o L'isola dei Famosi? Sono serio. E' importante.
Billionaire o Cocoricò? Qual'é più In? Non ci dormo la notte, davvero.
Quesiti importanti necessitano di risposte scomode, talvolta compromettenti.
E guai, GUAI a non seguire la marmaglia di caproni che intasa il pensiero imperante.
Accusato di eretica pravità e costretto all'abiura della copernicana teoria eliocentrica, Galileo Galilei nei nostri giorni verrebbe additato come derelitto, folle o giù di lì. L'Inquisizione è stata perpetrata nel secolo sbagliato; un tempo esistevano grandi uomini per grandi domande.

Oggi solo incommensurabile indifferenza. Questa sì che sarebbe da perseguitare.

Poi però ti imbatti in una band come gli Haggard e nel loro terzo album "Eppur Si Muove" e allora, anche un minimo, la speranza ti ritorna.
L'ensemble tedesco (composto da 18 elementi + una dozzina di ospiti) guidato da Asis Nasseri ci porta a ritroso nel tempo di 400 anni per farci rivivere in modo assai vivido gli ultimi momenti della vita di Galilei.
E fin qui ci siamo.

Sono però i mezzi attraverso i quali il "miracolo" avviene ad essere assolutamente peculiari e straordinari. Cavalcate sinfoniche, cantato in quattro lingue che va dal growl al lirico, strumenti classici che si dividono lo spartito con sfuriate metal, pathos e atmosfere evocative, attimi di pura emozionalità, cori da far vibrare le ossa e una capacità rievocativa disarmante.

Gli ingredienti per una colossale pacchianata sono tutti presenti e invece brani come "All'inizio è la Morte", mascherata di rettitudine, ("Egli stesso ha scelto la sua morte. Invece le nostre anime sono pure.") la clandestina "Per Aspera ad Astra" ("Nascondi, nascondi bene i tuoi segreti.") e una titletrack da sindrome di Stendhal risultano poco meno che perfetti.

"Ed è ora tempo di entrare in un nuovo modo di vedere le cose.
L'uomo è solo un debole riflesso nella storia dell'evoluzione.
E nella mia ora più buia loro splenderanno per te all'infinito..."

Ognuno dei dieci pezzi contribuisce alla narrazione di uno fra i momenti più importanti nella storia dell'umanità e della scienza moderna.
Il tutto senza la minima forzatura.
Grande musica per una band unica.

P.S. sono ostinatamente convinto che i reality show avranno lo stesso impatto sulla nostra consapevolezza e sul nostro intelletto...
...Fors'anche di più...