martedì 31 maggio 2016

Dio - "Holy Diver" - 1983

Sembra una di quelle tediose barzellette tipo: "Ci sono un italiano, un francese e un tedesco..." e invece altro non è che la formazione che partecipò alle registrazioni del primo dei dieci album del "folletto" Ronnie James Dio.
Dopo aver prestato le proprie straordinarie corde vocali a tre bands (serve che ve li ricordi?!?!) nell'ultima decade, all'età di 40 anni il singer di origini italiane (vero cognome Padavona...) decide di mettersi in proprio e sceglie di avvalersi dei servigi di un chitarrista nordirlandese (Vivian Campbell), di un bassista scozzese già al suo fianco nei Rainbow (Jimmy Bain) e di un batterista italoamericano suo compagno di ventura nei Black Sabbath di "Mob Rules" (Vinny Appice).

Il quartetto, ben assortito e di sicura affidabilità, non tradisce le aspettative e ci delizia con 40 minuti buoni di intensità, melodia ed epica magia.

D'altronde attendersi dai quattro compari sarebbe stato come aspettarsi una suite neo-classica-progressive dagli Ac/Dc...pura follia e va benissimo così; ognuno faccia ciò per cui è stato creato!
Ed è così, con la positiva e trainante "Stand Up And Shout", che "Holy Diver" stimola le nostre endorfine assopite. Tutti danno il loro contributo in maniera egregia e con una compattezza da sottolineare per una band appena assemblata, anche se è doveroso ricordare l'enorme esperienza di cui ogni componente può fregiarsi. Brano davvero Heavy e prima killer song del platter!

"Tu hai il Potere.
Alzati in piedi e grida, grida, GRIDA!"


Ma il capolavoro è già in agguato, e forte di un giro di basso "mutuato" da "Heaven and Hell" (parlo della canzone) dei Black Sabbath, chitarre cadenzate e suadenti, breaks irresistibili e una prestazione graffiante alla voce, la titletrack si prende la scena con tutti i meriti del caso. Potente!

"Tra le bugie vellutate
c'è una verità che è dura come l'acciaio.
La visione non muore mai.
La vita è una ruota senza fine..."


Voglia d'evasione e magia gitana sono le tematiche ispiranti una "Gipsy" attraversata da vigorose vibrazioni Hard Rock, subito seguita dalla dinamica "Caught In The Middle" in cui strofa massiccia, bridge ad effetto e refrain arioso si inseguono senza sosta, esortandoci nel frattempo a scrutare dentro il proprio IO e capire chi si è REALMENTE.

E' il turno della power-ballad "Don't Talk The Strangers" che fra arpeggi delicati, assolo fulminei e rallentamenti atmosferici ci conduce alle pendici della rocciosa montagna "Straight Through The Heart", strepitosa nel portare a compimento un lavoro incrollabile di mendace epicità.

"Hey, tu mi conosci, puoi toccarmi, sono reale.
Io sono il solo che ti lascia cercare e vedere.
Puoi sentirmi? Io sono il PADRONE."


"Invisible" ci prende in giro, presentandosi come lentone per poi, fortunatamente, deflagrare in una persuasiva dichiarazione d'intoccabilità e possenza.
Di tutt'altra specie è, dal canto suo, "Rainbow In The Dark" con le sue tastiere catchy a punteggiare un Hard Rock anthemico e una tracotanza metallica che ci obbliga ad alzare le corna al cielo in segno di profonda comunione!

"I Tuoi demoni ti hanno lasciato andare?
Quando ci hai provato
si sono nascosti ancora più a fondo.
Noi siamo una bugia, TU ed IO..."


Ululati inquietanti introducono l'oscura "Shame On The Night" che fra bassi pachidermici e tastiere minacciose scolpisce la parole FINE sulla pietra miliare che "Holy Diver" rappresenta indiscutibilmente.

In ogni sua (re)incarnazione artistica R.J.Dio si è sempre confermato come uno fra i massimi esponenti della scena Hard&Heavy mondiale, nonché uno dei cantanti più carismatici di sempre.

\m/ DIO \m/