domenica 18 dicembre 2016

Songs:Ohia - "Ghost Tropic" - 2000






"Le conseguenze dei nostri delitti sopravvivono a lungo alla loro esecuzione e, come fantasmi degli uccisi, sempre infestano i passi del malfattore" - W. Scott


Dispersi in uno degli infiniti e presunti Universi Paralleli.
Confinati in un Purgatorio tanto ingannevole quanto interminabile.
E' proprio lì, ovunque e assolutamente da nessuna parte, che ci scaraventa "Ghost Tropic".
L'impressione è quella d'aver a che fare con una maledizione, con uno sparuto drappello di musicisti-assassini costretti ad esibirsi senza nessuno di fronte per l'eternità.
E una sola note l'anno, per giunta.

giovedì 8 dicembre 2016

Radiohead - "Amnesiac" - 2001




So bene che essere il maggiore di tre fratelli comporta una serie di contingenze favorevoli. Schivare ingombranti (ed inutili) paragoni, far valere la propria "saggezza" quando più fa comodo e il non dover indossare imbarazzanti abiti di terza o quarta mano sono solamente alcuni dei piacevoli aspetti della primogenitura.
Oh, poi ti può capitare di nascere in Egitto ai tempi delle Piaghe, però lì parliamo anche di sfiga.
Ma torniamo a noi. Era l'estate del 2001 quando "Amnesiac" vide la luce recando con sè le stimmate da "gemello scemo di "KID A", di fratellino meno dotato e perennemente all'ombra del monolite venuto al mondo 8 mesi prima.
Un pacchettino di scarti dunque?
Una bella scatolina piena di avanzi tipo "è peccato buttarli..."??

domenica 4 dicembre 2016

Jellyfish - "Bellybutton" - 1990





I Queen meno pacchiani / trovare 20 Euro per terra / la dopamina / Danny Elfman e il "Willy Wonka" di Tim Burton / gli spot dei biscotti / attitudine Freak fuori tempo massimo.

Chi mi trova il comune denominatore?
Va bene, va bene non la tiro per le lunghe, tanto l'avrete capito da soli, no?
I Jellyfish sono stati spacciatori di pillole assuefacenti e legalissime, alchemizzate con inaspettata bravura nel loro primo (...e penultimo...) album.
"Bellybutton" è un sacchetto di caramelle che apri e ti volano da tutte le parti, un Power-Pop che gioca a nascondino, ma non vede l'ora di essere scovato, come nell'opener "The Man I Used To Be", sghembo "blues bianco" dal refrain arioso e ad impressione istantanea, basato su un gioco di tensione-rilascio che ci accompagnerà briosamente in questi 40 minuti.