mercoledì 25 maggio 2016

Def Leppard - "Pyromania" - 1983

Si fa spesso riferimento al terzo album dei Def Leppard quando si ha l'illusoria intenzione di definire un sottogenere musicale.
L'appiccicosa etichetta di Pop-Metal (che io trovo, invero, piuttosto infelice), è stata sovente incollata alla band di Sheffield.
Che si disquisisca di Hair-Metal (e anche qui...), Heavy Metal Melodico (già meglio...) o come diamine lo si vuole impacchettare, quello dei cinque britannici è inconfutabilmente un Hard Rock dalle ampie vedute commerciali.
E' doveroso, anzi basilare ricordare in che periodo ci si trova.
Mentre la NWOBHM, la nuova ondata di band anglosassoni devote ad un sound "duro e puro", sommergeva la Terra d'Albione e il resto del Globo, i Nostri strizzavano l'occhiolino al mercato degli Stati Uniti.

Così mentre Judas Priest, Iron Maiden, Saxon, Motörhead e i Black Sabbath dell'era R.J. Dio, sgomitavano per la supremazia territoriale a colpi di sano Heavy Metal, i "Leopardi" si piazzavano secondi nelle charts americane alle spalle di un certo Michael Jackson e del suo "Thriller".

"Pyromania" è un disco ruffiano nell'accezione più positiva del termine.
I riff non sono mai troppo intricati e parlare di virtuosi dello strumento pare un'eresia; ma il punto è che qui tutto funziona maledettamente bene!

E così l'opener "Rock rock" ci sbatte in faccia chitarre cariche, cori istantanei, una sezione ritmica essenziale, ma funzionale e la voce "simil-Bon Scott" ( Ac/Dc...) del singer Jon Elliott. Come dire: "Patti chiari, amicizia lunga!!!".

La bramosa e laccata "Photograph" si poggia su una strofa efficace, evolve in un bridge in crescendo e piazza un refrain indimenticabile. Primo highlight del disco!
Le decise "Stagefright ", "Comin' under fire" e "Billy's got a gun", dal bell'assolo centrale, mostrano i muscoli, ma sono l'altro lato di una medaglia che mette in evidenza le Power-ballads "Too late for love" e "Foolin'".

Spari e rumore di pale d'elicottero introducono "Die hard the hunter".
Ho tralasciato due brani in questa recensione: la poco riuscita "Action no words" e la MITICA "Rock of ages".


Spudorata e praticamente inattaccabile, imitata e saccheggiata (la sua intro insensata in lingua tedesca è stata riutilizzata dagli Offspring in "Pretty fly (for a white guy)" su "Americana") è una delle hit assolute di un album imprescindibile.


Se siete alla ricerca di qualcosa da mettere nell'autoradio, fidatevi...l'avete trovata!!!

"What do you want? What do you want?
I want rock 'n' roll, yes I do
Long live rock 'n' roll!!!"