sabato 29 aprile 2017

Grandaddy - "The Sophtware Slump" - 2000






"Credo vogliano che tu ti arrenda.
Ti stai arrendendo Uomo del 2000?
Hai amato questo mondo e lui ha amato te.
Non arrenderti, Uomo del 2000..."

Se d'incertezza, irrequietudine ed insicurezza vogliamo parlare è d'uopo soffermarsi a riflettere su ciò che accadeva non moltissimo tempo fa, agli sgoccioli del secondo millennio D.C., fra superstizioni medievali (Mille e non più Mille...) e disastrosi bugs informatici (poi scampati...) su scala mondiale.
Ogni cosa pareva sul punto di evolvere tanto velocemente quanto drasticamente, oppure di implodere sulle proprie tremolanti fondamenta.
Col senno del poi abbiamo constatato che gli eventi si sono attestati ed assestati nell'esatto centro.

martedì 25 aprile 2017

dEUS - "Worst Case Scenario" - 1994






Eleganti sciamannati, nevrotici di buon gusto, esegeti dell'obliquità; quante e quali altre improbabili definizioni potrei tirare in ballo per FALLIRE nell'intento di descrivere i dEUS, qui immortalati al momento del loro folgorante debutto discografico?
Possibile che questo "Worst Case Scenario" sfugga e rifugga ogni catalogazione, scorrazzando libero e felice nella Terra di Nessuno?
Insomma, senti il violino e spari a colpo sicuro sui Velvet Underground, salvo poi accorgerti che "Suds & Soda", singhiozzante, sfrontata, con quel "Friday" reiterato con fanciullesca cocciutaggine, riesca a fagocitare elementi quasi antitetici, prima che un debordante hammond sommerga la smania della strofa e l'ariosità del refrain.

venerdì 17 marzo 2017

Silversun Pickups - "Carnavas" - 2006






Delle pressoché infinite peculiarità per starmi tremendamente sulle palle, i Silversun Pickups le hanno praticamente tutte.

Gli tiri un'occhiata veloce e ti prende l'impulso di perquisirgli le tasche alla ricerca del pezzetto di carta strappato dal palo della luce.
Numero di cellulare in grassetto, diviso da una matrice che poteva recitare più o meno così: "CERCASI FRONT-MAN BELLOCCIO, BASSISTA DALLE GAMBE CHILOMETRICHE, BATTERISTA DI ORIGINI ASIATICHE, E TASTIERISTA NERD-CASUAL CHIC PER FORMAZIONE ROCK, VARIE INFLUENZE, LOS ANGELES"
Ecco, appunto; VARIE INFLUENZE.

domenica 1 gennaio 2017

The Microphones - "The Glow Pt. 2" - 2001

Oskar: "Sei molto vecchia? Quanti anni hai?"
Eli: "Ho dodici anni, ma li ho da un sacco di tempo."
Oskar: "Ma tu sei un vampiro?"
Eli: "Ti piaccio lo stesso?"
Oskar: "Vuoi diventare la mia fidanzata?"
Eli: "Lasciami entrare..."

"Låt den rätte komma in" è una commovente ed ovattata pellicola del regista svedese Tomas Alfredson, uscita in Italia col titolo "Lasciami entrare".
Alcune leggende perdute nei secoli impongono di credere che ai vampiri non sia concesso accedere ad una dimora, a meno che non sia il padrone della stessa ad invitarli.

domenica 18 dicembre 2016

Songs:Ohia - "Ghost Tropic" - 2000






"Le conseguenze dei nostri delitti sopravvivono a lungo alla loro esecuzione e, come fantasmi degli uccisi, sempre infestano i passi del malfattore" - W. Scott


Dispersi in uno degli infiniti e presunti Universi Paralleli.
Confinati in un Purgatorio tanto ingannevole quanto interminabile.
E' proprio lì, ovunque e assolutamente da nessuna parte, che ci scaraventa "Ghost Tropic".
L'impressione è quella d'aver a che fare con una maledizione, con uno sparuto drappello di musicisti-assassini costretti ad esibirsi senza nessuno di fronte per l'eternità.
E una sola note l'anno, per giunta.

giovedì 8 dicembre 2016

Radiohead - "Amnesiac" - 2001




So bene che essere il maggiore di tre fratelli comporta una serie di contingenze favorevoli. Schivare ingombranti (ed inutili) paragoni, far valere la propria "saggezza" quando più fa comodo e il non dover indossare imbarazzanti abiti di terza o quarta mano sono solamente alcuni dei piacevoli aspetti della primogenitura.
Oh, poi ti può capitare di nascere in Egitto ai tempi delle Piaghe, però lì parliamo anche di sfiga.
Ma torniamo a noi. Era l'estate del 2001 quando "Amnesiac" vide la luce recando con sè le stimmate da "gemello scemo di "KID A", di fratellino meno dotato e perennemente all'ombra del monolite venuto al mondo 8 mesi prima.
Un pacchettino di scarti dunque?
Una bella scatolina piena di avanzi tipo "è peccato buttarli..."??

domenica 4 dicembre 2016

Jellyfish - "Bellybutton" - 1990





I Queen meno pacchiani / trovare 20 Euro per terra / la dopamina / Danny Elfman e il "Willy Wonka" di Tim Burton / gli spot dei biscotti / attitudine Freak fuori tempo massimo.

Chi mi trova il comune denominatore?
Va bene, va bene non la tiro per le lunghe, tanto l'avrete capito da soli, no?
I Jellyfish sono stati spacciatori di pillole assuefacenti e legalissime, alchemizzate con inaspettata bravura nel loro primo (...e penultimo...) album.
"Bellybutton" è un sacchetto di caramelle che apri e ti volano da tutte le parti, un Power-Pop che gioca a nascondino, ma non vede l'ora di essere scovato, come nell'opener "The Man I Used To Be", sghembo "blues bianco" dal refrain arioso e ad impressione istantanea, basato su un gioco di tensione-rilascio che ci accompagnerà briosamente in questi 40 minuti.

venerdì 25 novembre 2016

Marilyn Manson - "Mechanical Animals" - 1998














In principio fu l'immenso ed istrionico David Bowie a calarsi nella conturbante androginia che contraddistingue il SUO Ziggy Stardust, cosmonauta approdato sul nostro Pianeta col mirabile intento di sublimare il Rock fino a renderlo imprescindibile.

5 lustri più tardi il masterpiece del Duca Bianco trasmuta in mefistofelica cornucopia nell'opera mediana del trittico che, da solo, riassume esaustivamente il Manson-pensiero.
Alienazione è la parolina magica, il fil rouge che tiene insieme tutti e 14 i brani di "Mechanical Animals", nodo gordiano venutosi a creare col sofferente "Holy Wood" e troncato con dolore in "Antichrist Superstar".

martedì 22 novembre 2016

Marilyn Manson - "Antichrist Superstar" - 1996


Periodicamente e a distanza di anni mi capita di ricordare il padre di una mia ex ragazza.
Tremendo divoratore di ortaggi e frutta di stagione, ottuso come nemmeno un passeggero del Mayflower, nonché clamoroso bigottone, il simpatico ometto era in grado di scorgere il Demonio anche in una caffettiera.
All'epoca in cui lo osservavo ingozzarsi di pere kaiser senza soluzione di continuità, Marilyn Manson pubblicava l'inutile "Eat Me, Drink Me", sesto full-lenght in una carriera discografica cominciata, con ben altri presupposti, 13 anni addietro.
Aborrire e condannare per partito preso, si sa, è lo sport nazionale degli ignoranti e chissà cosa avrebbe avuto da dire il buon Xxxxxx, calato com'era nella propria inflessibilità da filisteo, di "Antichrist Superstar"...

giovedì 17 novembre 2016

Placebo - "Without You I'm Nothing" - 1998


"La vita è una malattia sessualmente trasmissibile con esito inevitabilmente mortale" - (O. Wilde)

...Ma si può guarire, dottore?
Non può darmi qualcosa per stare BENE?
...Star bene no, ma le posso prescrivere queste per alleviare alcuni sintomi. Dunque, lei mi prende 2 compresse dopo i pasti finché campa e vedrà che starà meglio.
...Ma cos'è??
Nulla di che, si fidi, è solo un nuovo farmaco in cui sono stati sintetizzati principi attivi derivanti da rapporti interpersonali, fiducia reciproca e bisogno di contatto umano. Vedrà...fa miracoli.
Il paziente se ne va soddisfatto, sollevato; il medico si sfrega le mani, butta un fugace sguardo fuori dalla finestra e pensa: "Poveretto...è solo un PLACEBO..."

venerdì 11 novembre 2016

Neutral Milk Hotel - "In Aeroplane Over The Sea" - 1998







"Questa è una storia semplice, eppure non è facile raccontarla; come in una favola c'è dolore, e come una favola è piena di meraviglia e felicità." -
(da "La vita è bella" di R. Benigni)

Ho riflettuto lungamente su come presentare il secondo e, allo stato attuale, ultimo disco dei Neutral Milk Hotel. Ci ho pensato parecchio e ciononostante non ho trovato alcun modo intelligente, o anche solo sensato, col quale introdurre il concept che anima letteralmente "In The Aeroplane Over The Sea".
I Diari di Anna Frank (autentici o fasulli che siano) rappresentano una delle troppe testimonianze dell'Olocausto e qui, per evitarmi una figura da cazzone totale, mi fermo.

giovedì 3 novembre 2016

The Notwist - "Neon Golden" - 2002



"Non c'è nulla di immutabile, tranne l'esigenza di cambiare" - (Eraclito)

Due sere fa ho messo in lavatrice i capi bianchi e siccome per abitudine mi muovo nella semioscurità, nel cestello è finito anche un paio di calzini rossi sulla cui provenienza, peraltro, mi interrogo tutt'ora. Dopo aver dato fondo alla (cospicua) riserva vituperosa trattenuta a stento in saccoccia da mesi, me ne sono fatto una ragione, rassegnandomi ai miei nuovi boxer rosa.
Un analogo imprevisto deve essere capitato anche a numerose band europee al tramonto del secolo scorso; a compagini formatesi nei primissimi '90, fra cui cito Anathema, Katatonia e The Gathering, deve esse accidentalmente caduto in centrifuga qualcosa che gli ha COLORATO TUTTO.

domenica 30 ottobre 2016

Counting Crows - "This Desert Life" - 1999

Non desidero una rosa a Natale più di quanto possa desiderare la neve a maggio: d'ogni cosa mi piace che maturi quand'è la sua stagione." - (W. Shakespeare)

Chi di noi non si porta dietro una zavorra di convinzioni, certezze e fissazioni?
C'è poco da fare; la si utilizza come ideale contrappeso all'insicurezza, all'instabilità. Incasellare oggetti, persone o sentimenti li rende magicamente più agili da gestire ed il "trucco" funziona a meraviglia anche con la musica.
Un esempio?
Più tento di evadere dalla prigione d'idee dentro la quale i primi 4 album dei Counting Crows risultano STAGIONALI e meno vie di fuga trovo per dimostrare che sbaglio.

mercoledì 26 ottobre 2016

Bon Iver - "For Emma, Forever Ago" - 2008

"Con ogni addio impari.
E impari che l'amore non è aggrapparsi a qualcuno, e che la compagnia non è sicurezza.
E inizi ad imparare che i baci non sono contratti e i doni non sono promesse"
- (J.L. Borges)

Il processo di PERDITA è sovente ondivago, oscillante e soggetto a mutazioni riguardo la propria unilateralità.
Se perdo qualcosa non è detto che altri ci guadagnino e, soprattutto, non significa necessariamente che il "Bene" smarrito fosse tale per davvero.
Volete una banalità?
E' solo questione di tempo e no, non mi vergogno di averlo scritto.
Canapa, nylon, gelatina di Wharton o cotone sono alcuni dei materiali di cui una corda può essere costituita. Tutte possono formare nodi e legami inestricabili e Justin (Bon Iver) Vernon ci mostra ogni sottile filamento della fune mozzata, che un tempo, collegava i suoi atrii e ventricoli.

lunedì 10 ottobre 2016

Trail Of Dead - "Source Tags & Codes" - 2002

"La singolarità vera e nuova, l'originalità, non è cosa che si procacci di fuori; si ha dentro o non si ha, e chi l'ha veramente non sa neppure d'averla e la manifesta con la maggiore semplicità" -
(L. Pirandello)

Semmai l'inizio di questo secolo verrà ricordato in futuro, dubito prepotentemente che ciò possa avvenire in virtù della fervida inventiva o della debordante creatività che MAI ci hanno contraddistinto.
Noi, per le generazioni a venire, saremo stati quelli delle emozioni posticce, dell'odio a prescindere, dell'incomunicabilità virale e virulenta.
Insomma, plasmare Ex novo è praticamente impossibile e, diciamolo, anche inutile.
E allora...

martedì 4 ottobre 2016

Okkervil River - "Black Sheep Boy" - 2005


"E penso di sapere cosa sia l'amaro sgomento
di un innamorato che le porta

freschi bouquet ogni giorno
per poi essere rifiutato per un ricordo di Lei

di una qualche canaglia
che un giorno, anni prima,

le aveva dato una singola rosa..." 
(da "A Stone")

                                                       
Esiste qualcosa di più puro di una trionfale sconfitta, di una nobile resa?
Quel sentimento che è compiacimento e struggevolezza, bramosia nei confronti di una luce che si affiochisce ad ogni passo mosso verso Lei?
Da Austin, Texas, Will Sheff e la sua crew ammantano di disincanto e sì, un pizzico di delusione, amori perduti nel tempo, storie quotidiane ed ineluttabili autoanalisi.
Come un foulard di viscosa nera gettato su una lampada ad olio.

domenica 4 settembre 2016

Verdena - "Il Suicidio Dei Samurai" - 2004



"Meglio vale godersi una rosa che esaminarne la radice al microscopio." - (Oscar Wilde)

Esistono circostanze in cui per muovere un passo in avanti è necessario indietreggiare di due. E' il caso dei Verdena che nel 2004, in seguito alla ristrutturazione dell'Henhouse (il loro pollaio/sala di registrazione) si accingono a sfamare pubblico e critica con la terza prova in studio.
La terza, già; la più insidiosa e infida nella carriera di una giovane band, perché si sa come va il mondo, su...il primo album tutti ad acclamarti come la next big thing di turno, al secondo tentativo già ti accusano di essere un fuoco di paglia e al terzo...beh, al terzo devi affermarti, devi crescere, devi progredire senza svenderti, devi, devi, DEVI.......

mercoledì 31 agosto 2016

Black Mountain - "In The Future" - 2008



"Credo che il futuro sia nuovamente il passato che entra attraverso un altro ingresso..." - (Arthur Wing Pinero)

Assioma indiscutibile o semplice necessità espressiva, per i canadesi Black Mountain il recupero di ciò che è stato rappresenta indubbiamente una stabile base su cui costruire la propria arte.
Attivi dal 2004 nella sotterranea (e sottovalutata) scena di Vancouver, e con un promettente debutto all'attivo, il quintetto facente capo a Stephen McBean decide che è ora di fare sul serio pubblicando "In the future".

domenica 21 agosto 2016

Sigur Rós - "() The Brackets Album" - 2002


"E' una malattia. La gente ha smesso di pensare, di provare emozioni, di interessarsi alle cose; nessuno che si appassioni o creda in qualcosa che non sia la sua piccola, dannata, comoda MEDIOCRITA'" - (Richard Yates)

Di povertà d'animo e sordido squallore è grondante l'accumulo di corpi che definiamo SOCIETA'. Moribonde carcasse in perpetuo moto verso un autocompiacimento che è fonte e ragione di vita.
Poi, una sera come tante, ti imbatti in "()" terzo (capo)lavoro dei Sigur Rós e, lì per lì, decidi che forse non è tutto un enorme castello di carte.

sabato 6 agosto 2016

Skunk Anansie - "Post Orgasmic Chill" - 1999


Mutevole, nervoso, strisciante e costantemente vicino al punto di rottura.
In un Inghilterra e, su più vasta scala, in un Europa che non si è tutt'ora ridestata da un disincanto generazionale incurabile, "Post Orgasmic Chill" si offre come volontaria colonna sonora del disagio che in molti si portano dentro.

E' la voce di Skin ad insinuarsi sotto pelle graffiando, implorando, distruggendo e ammaliando, inglobata da bassi ipersaturi, schegge metalliche e da una placenta sonora tanto variegata quanto profonda.
Terzo e ultimo album degli Skunk Anansie prima dello scioglimento e dell'(in)evitabile reunion del 2009 ed inequivocabilmente loro manifesto assoluto, il platter si impone gagliardamente da subito per mezzo di una "Charlie Big Potato" che mette quasi paura per quanto è stata ben congegnata e poi sviluppata.