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domenica 21 agosto 2016

Sigur Rós - "() The Brackets Album" - 2002


"E' una malattia. La gente ha smesso di pensare, di provare emozioni, di interessarsi alle cose; nessuno che si appassioni o creda in qualcosa che non sia la sua piccola, dannata, comoda MEDIOCRITA'" - (Richard Yates)

Di povertà d'animo e sordido squallore è grondante l'accumulo di corpi che definiamo SOCIETA'. Moribonde carcasse in perpetuo moto verso un autocompiacimento che è fonte e ragione di vita.
Poi, una sera come tante, ti imbatti in "()" terzo (capo)lavoro dei Sigur Rós e, lì per lì, decidi che forse non è tutto un enorme castello di carte.

venerdì 27 maggio 2016

Sigur Rós - "Ágætis Byrjun" - 1999

"La GRAZIA; più bella ancora che la bellezza." - Jean de la Fontaine

Una creatura dalle peculiarità tanto uniche, come dagli albori sono stati i Sigur Rós, non poteva che essere generata dalle rigide e suggestive terre islandesi.
Venuta al mondo nel 1994, a trent'anni di distanza e nella medesima città (Reykjavík) che accolse la nascita della futura icona nazionale Björk, la band si rende nota al pubblico vendendo circa 300 copie del travagliato esordio "Von" nel 1997.
Trascorrono due primavere ed il quartetto scandinavo si rifà con gli interessi: celato sotto una cover meravigliosamente enigmatica, "Ágætis Byrjun" (QUESTO E' UN BUON INIZIO in lingua madre) è un'opera d'arte con tutti i crismi.
Un liquido dedalo di suoni, sussurri, impennate improvvise, silenzi abissali percorsi da liriche ottimistiche, visionarie e po' ingenue, pensate e scritte da chi è cresciuto lontano dalla logorante frenesia continentale.