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domenica 4 settembre 2016

Verdena - "Il Suicidio Dei Samurai" - 2004



"Meglio vale godersi una rosa che esaminarne la radice al microscopio." - (Oscar Wilde)

Esistono circostanze in cui per muovere un passo in avanti è necessario indietreggiare di due. E' il caso dei Verdena che nel 2004, in seguito alla ristrutturazione dell'Henhouse (il loro pollaio/sala di registrazione) si accingono a sfamare pubblico e critica con la terza prova in studio.
La terza, già; la più insidiosa e infida nella carriera di una giovane band, perché si sa come va il mondo, su...il primo album tutti ad acclamarti come la next big thing di turno, al secondo tentativo già ti accusano di essere un fuoco di paglia e al terzo...beh, al terzo devi affermarti, devi crescere, devi progredire senza svenderti, devi, devi, DEVI.......

sabato 28 maggio 2016

Verdena - "Verdena" - 1999

Sbucati da un pollaio (!?!) della provincia bergamasca, i Verdena, si inseriscono da subito nella fiorente scena italiana di metà-fine anni '90.
Al pari di band quali Marlene Kuntz, Bluvertigo, Subsonica, CSI, Afterhours ecc., divengono da subito alfieri del movimento alternativo del Belpaese.
Nel 1999, dopo qualche anno di doverosa gavetta, pubblicano il loro primo album omonimo.
La cover presenta uno strano personaggio che io stesso ho scoperto, poco tempo dopo, essere una delle sorprese contenute... negli ovetti Kinder!!!
Questo per dire che i tre componenti della band sono veramente molto giovani, aspetto che incide non poco sull'economia generale dell'album.
Da cosa lo si nota? Tanto per iniziare, la voce di Alberto è ancora acerba, a tratti cantilenante. Per non parlare dei testi da lui stesso scritti che, intrisi di umori post-adolescenziali, sfiorano sovente il nonsense.
E la musica?