domenica 4 settembre 2016

Verdena - "Il Suicidio Dei Samurai" - 2004



"Meglio vale godersi una rosa che esaminarne la radice al microscopio." - (Oscar Wilde)

Esistono circostanze in cui per muovere un passo in avanti è necessario indietreggiare di due. E' il caso dei Verdena che nel 2004, in seguito alla ristrutturazione dell'Henhouse (il loro pollaio/sala di registrazione) si accingono a sfamare pubblico e critica con la terza prova in studio.
La terza, già; la più insidiosa e infida nella carriera di una giovane band, perché si sa come va il mondo, su...il primo album tutti ad acclamarti come la next big thing di turno, al secondo tentativo già ti accusano di essere un fuoco di paglia e al terzo...beh, al terzo devi affermarti, devi crescere, devi progredire senza svenderti, devi, devi, DEVI.......

mercoledì 31 agosto 2016

Black Mountain - "In The Future" - 2008



"Credo che il futuro sia nuovamente il passato che entra attraverso un altro ingresso..." - (Arthur Wing Pinero)

Assioma indiscutibile o semplice necessità espressiva, per i canadesi Black Mountain il recupero di ciò che è stato rappresenta indubbiamente una stabile base su cui costruire la propria arte.
Attivi dal 2004 nella sotterranea (e sottovalutata) scena di Vancouver, e con un promettente debutto all'attivo, il quintetto facente capo a Stephen McBean decide che è ora di fare sul serio pubblicando "In the future".

domenica 21 agosto 2016

Sigur Rós - "() The Brackets Album" - 2002


"E' una malattia. La gente ha smesso di pensare, di provare emozioni, di interessarsi alle cose; nessuno che si appassioni o creda in qualcosa che non sia la sua piccola, dannata, comoda MEDIOCRITA'" - (Richard Yates)

Di povertà d'animo e sordido squallore è grondante l'accumulo di corpi che definiamo SOCIETA'. Moribonde carcasse in perpetuo moto verso un autocompiacimento che è fonte e ragione di vita.
Poi, una sera come tante, ti imbatti in "()" terzo (capo)lavoro dei Sigur Rós e, lì per lì, decidi che forse non è tutto un enorme castello di carte.

sabato 6 agosto 2016

Skunk Anansie - "Post Orgasmic Chill" - 1999


Mutevole, nervoso, strisciante e costantemente vicino al punto di rottura.
In un Inghilterra e, su più vasta scala, in un Europa che non si è tutt'ora ridestata da un disincanto generazionale incurabile, "Post Orgasmic Chill" si offre come volontaria colonna sonora del disagio che in molti si portano dentro.

E' la voce di Skin ad insinuarsi sotto pelle graffiando, implorando, distruggendo e ammaliando, inglobata da bassi ipersaturi, schegge metalliche e da una placenta sonora tanto variegata quanto profonda.
Terzo e ultimo album degli Skunk Anansie prima dello scioglimento e dell'(in)evitabile reunion del 2009 ed inequivocabilmente loro manifesto assoluto, il platter si impone gagliardamente da subito per mezzo di una "Charlie Big Potato" che mette quasi paura per quanto è stata ben congegnata e poi sviluppata.

lunedì 1 agosto 2016

Scisma - "Armstrong" - 1999

"I più pensano che Marv sia pazzo. Ha solo avuto la sfiga nera di nascere nel secolo sbagliato." - dal film "Sin City"

Squisitamente retrò, avanguardisti dissidenti e con quel filo di supponenza che non dispiace, gli Scisma sono sempre stati funamboli in equilibrio precario sulla corda di un tempo che, a conti fatti, non li ha mai voluti accettare.

In ritardo ed in anticipo nello stesso momento e fuori posto a prescindere, la crew lombarda non si è mai scrollata di dosso tre principali problemi:
1) il bisogno viscerale di concepire musica elusiva ed incatalogabile
2) la totale mancanza di ruffianaggine
3) la faccia tosta di voler fare ciò in Italia...
A due anni dal promettende, ma discontinuo debutto "Rosemary Plexiglas" del 1997, Paolo Benvegnù e i suoi numerosi accoliti allungano il passo dando alle stampe un album dal pronunciato appeal internazionale.

venerdì 10 giugno 2016

The Mars Volta - "Frances the Mute" - 2005

Serata estiva, avete bevuto e/o fumato, a terra giace il cadavere di una boccetta di Valium e vi prende quello scazzo che vi tiene svegli e imparanoiati.
Se non sapete di cosa vado blaterando tanto meglio per voi; diversamente è palese che vi trovate impantanati in una simpatica crisi depressiva.
Ora, sono tre le opzioni di cui disponete:
1- Perseverare nell'abuso di alcool fino all'ineluttabile oblio etilico.
2- Impegolarvi nello zapping più spudorato, finché non provate la sensazione di avere del tabasco sotto le palpebre.
3- Barcollare verso lo stereo e fare partire "Frances The Mute".

giovedì 9 giugno 2016

Within Temptation - "The Silent Force" - 2004

A metà degli anni '90 il Vecchio Continente, con lo sguardo timoroso volto all'incombente nuovo millennio, fu colpito da una violenta epidemia; il ceppo virale, non del tutto sconosciuto e mai completamente debellato è quello del Gothic Metal.
La mutazione del Virus lo ha reso più resistente e subdolo, nonché assai più gradevole ai sensi.
Chi infatti si era immunizzato a Paradise Lost, Anathema e mesta compagnia, si è ritrovato sprovvisto degli anticorpi necessari a difendersi dal Gothic con voce femminile...
Focolai sparsi in tutta Europa ed un contagio privo di cura.

mercoledì 1 giugno 2016

The Smashing Pumpkins - "Gish" - 1991

Circa quattro mesi prima e 2000 miglia ad est dal luogo in cui il grunge esplose definitivamente, vedeva la luce l'Opera Prima degli Smashing Pumpkins.
La band, formatasi tre anni addietro nella ventosa Chicago e frettolosamente associata al Seattle Sound, propone un Hard Rock malinconico e figlio del suo tempo, con inflessioni dark e qualche lontano richiamo alla New Wave.
La produzione è affidata a Butch Vig, che, come sanno anche le pietre, siederà in cabina anche per i Nirvana di Nevermind.
Per quanto mi riguarda le analogie col movimento dello stato di Washington finiscono qui. Billy Corgan possiede un timbro vocale inconfondibile e gli altri tre componenti fanno decisamente la loro parte senza strafare.

Angra - "Temple of Shadows" - 2004

"La GUERRA DI RELIGIONE: in pratica vi state uccidendo per decidere chi abbia l'amico immaginario migliore..." - Richard Jeni

L'aver solo sventuratamente formulato nella propria testa un pensiero simile nel bel mezzo della Prima Crociata avrebbe esposto chiunque a pene atroci, finanche la morte stessa.
Sono trascorsi mille anni e gli uomini ancora si odiano, combattono e muoiono in nome degli stessi ideali. "Chi è Dio? Esiste? E' morto? Ce n'è uno soltanto? E perché permette certe cose?" Quesiti ancestrali, insoluti e che ci assilleranno fino al giorno del Giudizio, semmai questo giungerà.
Nel 2004 i brasiliani Angra decidono di dedicare il loro sesto studio album alla vana ricerca di un'univoca VERITA', e le vicende di un crociato (il fantomatico Shadow Hunter) durante la Guerra Santa, sono l'inamovibile fulcro del concept che sorregge "Temple Of Shadows".

Iron Maiden - "Brave New World" - 2000

Le nostre bisnonne si sarebbero private della propria anima in cambio di due braccia in più. Lavare, stirare, cucinare, provvedere a figli e famiglie sempre numerose. Insomma, una faticaccia.

Anche alla donna di oggi la prospettiva di prendere le sembianze di una moderna Dea Kalì non farebbe schifo: quattro arti superiori gli permetterebbero di guidare l'auto a cazzo, mentre risucchia una meritata sigaretta, si trucca come un clown, prenota la lezione di pilates e racconta all'amica al telefono del suo nuovo tatuaggio con nome del fidanzato che ha cornificato la sera prima.
...Ah, lo fanno già!?!?! Ma dai...
Wow, it's really a "Brave New World"!!!

Reduci da due prove in studio che hanno poco convinto un po' tutti, gli Iron Maiden decidono di tornare sui propri passi e di rinverdire i fasti del glorioso passato.
Dopo due album col mediocre Blaze Bayley, dietro al microfono torna a spadroneggiare il figliol prodigo Bruce Dickinson, la cui carriera solista si è rivelata un vero fiasco.